Parole dal territorio in tempi di Covid-19

Come è cambiata l’educativa territoriale per far fronte alla situazione di emergenza sanitaria

L’emergenza sanitaria di questi mesi ha profondamente modificato il nostro modo di lavorare. Dalle difficoltà delle prime settimane, in cui regnava una grande confusione - “Posso andare a fare il mio intervento educativo da Gigi? Devo uscire di casa con Gigi? Devo stare in casa con Gigi?”, e intanto il nostro povero Gigi era abbandonato a se stesso, senza la scuola, senza i compagni, senza educatori! - al graduale raggiungimento di una “nuova normalità” nella quale abbiamo dovuto reinventare il nostro lavoro, snaturandolo della sua stessa essenza, fatta di relazione, contatto, esperienze, ma, soprattutto, fatto di parole, che poi diventavano frasi, e poi discorsi, e poi pensieri, riflessioni, condivisione, progetti.

È proprio la parola è stato il leitmotiv che ci ha consentito di non interrompere drasticamente le relazioni create in presenza, ma, proprio attraverso la parola, ci è stato possibile mantenere un contatto con i nostri piccoli e grandi bambini e ragazzi dell’educativa territoriale. Le parole sono stato ciò che abbiamo mantenuto in questi mesi: quante telefonate, quante videochiamate abbiamo fatto! Quanti discorsi e riflessioni abbiamo condiviso con loro in questi mesi!

Non vogliamo, però, che la parola continui ad essere l’unico strumento a nostra disposizione. Speriamo presto di poter tornare a intessere relazioni, a vivere esperienze con loro, a giocare per imparare e a imparare a giocare, a battere il naso e a sbucciarci le ginocchia, il tutto addolcito da parole di consolazione e rassicurazione.