Mio fratello rincorre i dinosauri

Mio fratello rincorre i dinosauri: titolo curioso per molti; non tanto per Giacomo, per lui tutto ciò non rappresenta una stranezza, perché

“Giovanni era una danza. Giovanni è una danza. Il problema è sentire la sua stessa musica. Come quella frase attribuita a Nietzsche, avete presente?, che dice: Quelli che ballavano erano visti come pazzi da chi non sentiva la musica. Ecco, a me, la sua musica, in quel periodo, non arrivava proprio.”

Queste sono le parole di Giacomo, il fratello di Giovanni. Giovanni è un bambino affetto dalla sindrome di down o, per meglio dire, un bambino con un cromosoma in più, a cui piacciono i dinosauri, ama correre nei corridoi e un po’ meno andare a scuola.

Giacomo aveva solo cinque anni quando i suoi genitori gli annunciano che presto arriverà un fratellino e che sarà speciale. Lui, felicissimo, inizierà a fantasticare, immaginando suo fratello come un supereroe, per poi accorgersi con il passare degli anni che Giovanni, sì, è speciale, ma i superpoteri non li ha.

L’autore del libro è appunto Giacomo Mazzariol, un ragazzo di appena vent’anni che racconta in modo onesto, a tratti anche ironico, della sua quotidianità, delle difficoltà legate alla sindrome e di come il suo entusiasmo iniziale si sia trasformato ben presto in rifiuto e addirittura in vergogna. Solo una volta adolescente e scosso da un episodio che li coinvolgerà entrambi, si accorgerà di tutte le cose che ha in comune con il fratello, riuscendo a entrare finalmente nel suo mondo, conoscere la sua semplicità e viverlo senza preconcetti.

Questo dovrebbe essere un po’ un insegnamento per tutti. Dovremmo imparare a distinguere le somiglianze e a tralasciare le diversità, solo allora capiremo che speciale non è un termine per edulcorare la pillola ma descrive una verità. Ci insegnano da sempre che dobbiamo fare ciò che ci far stare bene. Se rincorrere i dinosauri ci fa stare bene, allora va bene rincorrere i dinosauri!

Mamma diceva che amare un fratello non vuol dire scegliere qualcuno da amare; ma ritrovarsi accanto qualcuno che non hai scelto, e amarlo. Ecco, scegliere di amare, non scegliere la persona da amare.