Impastando s’impara

(NDR: Articolo scritto durante il lockdown)

È domenica e piove, anzi diluvia!

Questa è proprio un'ingiustizia: è domenica e piove! È vero che in questo periodo di isolamento tutti i giorni sono uguali, ma la domenica è sempre un giorno speciale! Questo almeno per me, Chiara, che qui faccio l'educatrice e che nella testa ho il ricordo di domeniche felici, tutta la famiglia riunita a pranzo dai nonni. La nonna faceva le tagliatelle verdi con il ragù, la mamma il bonet. Era il giorno in cui si usava la tovaglia della domenica e tutti erano vestiti con l'abito della domenica. Insomma, questo ritornello (“della domenica”) stava bene un po' con tutto!

Ma per i nostri bambini, quelli che incontriamo nel nostro lavoro, non per tutti, ma la per maggior parte di loro, non è così. È un giorno come gli altri, si fanno le stesse cose, la routine è pressoché la solita, aggravata dalla noia e dal cattivo umore che questa maledetta giornata di pioggia si porta dietro! E in più oggi ci viene anche negata l'ora d'aria. Non possiamo certo uscire in cortile con questo tempo!

E invece no. Oggi sarà comunque una giornata diversa, una giornata di festa. Dobbiamo inventarci qualcosa. Idea: occuperemo la cucina! E nel frattempo, dato che è quasi ora di pranzo, che ne dite di preparare gli gnocchi? Mettetevi i grembiuli, ho la sensazione che ci sporcheremo un bel po'!

Qualcuno dei bambini chiede che cosa mai siano gli gnocchi e dichiara in modo certo e inequivocabile di non averne mai visto uno nemmeno per sbaglio!

E allora oggi è la giornata giusta! Raccogliamo tutte le patate che troviamo in dispensa e le facciamo bollire. Poi aspettiamo e distribuiamo ad ogni bambino il suo piatto con le patate e un po' di farina. Quanta? A naso, a caso; tanto nella ricetta che abbiamo scelto c'è scritto “q.b.”! Aggiungiamo un po' di sale qua e là e poi ognuno inizia a impastare!

L'impasto non deve essere troppo appiccicoso, ma un po' sì. E forse bisognerebbe metterci un uovo, ma anche no. Tutti consigli letti su blog e libri di cuoche provette, ma noi oggi facciamo così, poi ci miglioreremo. L'importante è divertirsi e sporcarsi un po', scaricare le tensioni e rendere questa domenica partita male una giornata da ricordare!

Per essere sicuri di avere un'alternativa, visto che è domenica, oggi il menu prevede un bis di primi, e mentre preparo velocemente una pasta al pesto, i bambini sono concentrati sul loro lavoro, impastano, si guardano e, a vicenda, si fanno i complimenti sull'esito. Tagliano, fanno salamini, pallini, rotolini - anche rotoloni - e forme più disparate, tutte diverse, ma tutte belle. Per un attimo non litigano, non si insultano, non rincorrono, non si prendono in giro. Per un lungo momento, sono un gruppo, e ognuno è entusiasta del lavoro dell'altro, si aiutano e in ugual modo partecipano.

E non è semplice, perché questo momento, durato relativamente poco nel tempo, lascia il ricordo di qualcosa di bello che in un momento come questo è fondamentale. A noi grandi serve per rispolverare i ricordi dei pomeriggi con la nonna, da bambina, quando a tutti i costi volevi imparare a diventare brava come lei e lei, pazientemente, ti lasciava fare. Forse a volte è più spontaneo e immediato fermarci a pensare alle cose negative che la quarantena ci sta facendo provare, al pessimismo che ultimamente ci accompagna, senza renderci conto che lo trasmettiamo anche a chi ci sta vicino. Quegli gnocchi saranno sicuramente buonissimi, ne siamo tutti sicuri!

E quando finalmente li mangiamo, li assaggiamo accuratamente, e loro cercano di indovinare chi ha fatto quale, e concludiamo che, sì, certo, alla prima occasione li dovremo rifare, perché sono proprio la fine del mondo!

Il pranzo finisce e ritorna la routine, ricominciano le urla, le discussioni sul film da scegliere, la nostra quotidianità.