Covid e welfare, la scoperta della fragilità

Su un articolo della rivista Animazione Sociale scritto in piena pandemia, ma ancora molto attuale (2/2020), c è un’interessante intervista a Chiara Saraceno, che ha sempre uno sguardo molto attento sulla società, con un focus privilegiato sulle famiglie.

Nell’articolo si evidenzia come la pandemia abbia fatto riscoprire l’importanza del  welfare, ma anche tutti i limiti del sistema costruito in questi anni.  È stato infatti evidente come le famiglie, anche quelle ritenute “normali”, siano in realtà molto più fragili di ciò che appaiono.

La chiusura prolungata della scuola non ha fatto che aggravare le disuguaglianze tra chi nella propria famiglia ha risorse culturali e materiali tali da integrare la didattica online e chi, invece, ne è privo. La sospensione delle lezioni e la chiusura di tutte le attività pomeridiane dedicate ai bambini e ragazzi ha creato un’emergenza parallela a quella sanitaria, anche se invisibile e solo apparentemente meno grave. Pare impossibile pensare che la famiglia imploda se lasciata a se stessa, perché In Italia la famiglia è sempre vista come soluzione di tutti i problemi, dalla povertà alla disoccupazione giovanile, ai bisogni di bambini, anziani e disabili, ma da sola non può più farcela. 

La sociologa, nell'intervista, intravede la possibilità di trovare una soluzione nelle alleanze territoriali fra pubblico e terzo settore. 

A questo link trovate il numero 2/2020 della rivista dove potete leggere l'articolo.