Aspettando Pasqua

Da pochi giorni ci fanno l'occhiolino da sopra il pensile della cucina.
Che cosa? Sono le uova di Pasqua coloratissime portate da Giuliana, una delle nostre volontarie dal cuore d'oro.

I Mafaldi e i Mondolfieri, in particolare i più curiosi, non vedono l'ora di aprire il proprio luccicante pacchetto e spaccare l'uovo per liberare la sorpresa al suo interno. E i più golosi? Hanno già l'acquolina in bocca pregustando il delizioso cioccolato 😋

Grazie di cuore, Giuliana!


I nostri volontari

Per lavorare con bambini che hanno vissuto esperienze traumatiche e di profondo disagio serve l’intervento di professionisti preparati. Allora come possono un infermiere, un avvocato, una segretaria, un impiegato, un architetto, un autista, una cuoca, un pensionato, una casalinga essere d’aiuto per questi piccoli?

L’Associazione Ercole Premoli rende questo possibile perché, alle persone che desiderano mettere a disposizione parte del loro tempo, offre varie possibilità di attività a fianco dei bambini della Comunità Mafalda e della Casa Famiglia Mondolfiera.

C’è chi vorrebbe fare qualcosa per questi bambini sfortunati ma ha un lavoro molto impegnativo e ha tempo libero solo nel weekend. In questi casi è perfetta la proposta di diventare "famiglia amica". Accogliere un bambino o una bambina nella propria casa durante il fine settimana rende possibile per lui o per lei fare delle attività che in comunità sono rare (gite fuori porta, cinema, cena al ristorante o in pizzeria) ma soprattutto gli consente di sperimentare cosa significa vivere in famiglia e instaurare delle relazioni sane con gli adulti.

C’è chi si fa avanti per dare una mano “nel pratico” perché ha del tempo libero ma non si sente pronto a stare con i bambini. Il lavoro per loro non manca mai: piccoli lavori di manutenzione in casa, sistemazione degli indumenti e degli oggetti che vengono donati alla comunità, indumenti dei bimbi da stirare o cucire, aiuto nella cura e nell'arredo della casa.  

C’è chi ha tempo libero anche in settimana e si offre di dare una mano per tutte quelle che sono le attività quotidiane in comunità, dall’aiuto nei compiti, al gioco con i bambini, alla collaborazione nelle varie faccende domestiche. A queste persone si chiede di individuare un giorno in cui possano garantire una continuità settimanale o quindicinale e, di volta in volta, concordano con gli educatori in che ambito è più utile che diano il proprio prezioso supporto.

C’è chi si mette a disposizione per affiancare gli educatori negli accompagnamenti e permettere così ai bambini di svolgere le varie attività extrascolastiche: lo sport in settimana, la gara il sabato o la domenica, la festa di compleanno del compagno di classe.

C’è chi si avvicina all'associazione per fare esperienza in questo ambito, su consiglio di psicologi o assistenti sociali, per completare il percorso di preparazione a diventare famiglia adottiva. C'è invece chi sceglie di dare la disponibilità per l'affidamento familiare e si tiene in "allenamento” accogliendo i piccoli Mafaldini nei fine settimana.

Alcune famiglie, poi, dopo un periodo di “allenamento”, iniziano il cammino a fianco di questi piccoli come famiglie affidatarie.  L’Associazione Ercole Premoli viene loro in aiuto, offrendo momenti di confronto con altre famiglie che stanno percorrendo la stessa strada e con operatori che da anni lavorano in questo settore. La finalità è quella di costruire una solida rete in grado di accogliere e sostenere sia il minore che la famiglia a cui è affidato.  

Fanno parte dell'associazione persone molto diverse tra loro, per esperienza, per occupazione, per età, per aspettative. Alcune si avvicinano all'esperienza con entusiasmo e decisione, con l’idea di iniziare subito un'attività tanto coinvolgente. Altre lo fanno in punta di piedi, titubanti perché consapevoli della necessità di trattare con attenzione e delicatezza questi piccoli e un po’ dubbiosi sulla propria capacità di essere davvero d'aiuto.

Alcuni sarebbero pronti a venire in comunità tutti i giorni. Altri faticano a trovare il tempo in mezzo a mille impegni. Altri ancora si fanno avanti per dare una mano quando arriva una richiesta d'aiuto. Qualcuno è capace di riparare un rubinetto? Qualcuno può darci una mano a montare un nuovo gioco? Qualcuno si offre di sistemare il cortile in vista della festa?

Tutte però hanno in comune un desiderio, quello di aiutare i bambini in un momento di difficoltà, e la volontà di farlo con umiltà, senza sentirsi super eroi e con la massima fiducia negli operatori e nel loro progetto.

La nostra associazione non è grande, né famosa. È una realtà piccola, nella quale i soci si conoscono tutti e sono gli stessi volontari a passare parola per coinvolgere amici, conoscenti, parenti. Anche le risorse economiche di cui l’associazione dispone sono esigue, ma i nostri soci e i loro amici sanno essere generosi quando serve e, di tanto in tanto (magari in occasioni speciali come un compleanno, un matrimonio o un anniversario), qualcuno versa sul nostro conto corrente qualche soldino, che viene poi utilizzato per rendere migliore la vita quotidiana dei bimbi ospiti della Comunità Mafalda e della Casa Famiglia Mondolfiera.

Fatevi contagiare anche voi dai nostri volontari e provate a fare un pezzo di strada con noi!

Per informazioni potete contattarci al 011 9188239 o scrivere un'email a info@associazionepremoli.org

Per donazioni: IBAN IT41Q 03359 0160 0100 0001 16398 

Un libro sul comodino

Abbiamo voglia di parlarvi di un libro che ci è piaciuto moltissimo. Si intitola “Catalogo dei genitori, per i bambini che vogliono cambiarli” (ed. Babalibri) e l'autore è Claude Ponti.

Un testo simpatico, pieno di immagini che strappano sorrisi, pur facendo pensare, perché è anche un modo per aiutare i bambini a capire meglio i propri genitori, i loro limiti e le loro risorse.

Il libro è organizzato come un vero e proprio catalogo, con immagini e schede fra le quali si può scegliere il genitore “perfetto”. Si passa dai genitori fifoni, sempre in ansia e terrorizzati, ai genitori avventurieri, muniti di ogni attrezzo possibile e immaginabile, pronti ad affrontare di continuo nuove strade. Ci sono poi quelli vicini-vicini, solo coccole e carezze, quelli complicati, che si occupano solo di sé stessi, e quelli usa e getta, sempre di fretta.

Ogni scheda contiene le caratteristiche e gli optional della tipologia di genitore descritto ed è corredata da un suggerimento rispetto alla tipologia di bambino alla quale è consigliabile che si abbini.

Un albo illustrato, divertente e ironico, che però  aiuta a dare voce a pensieri o domande che i bambini non arrivano a formulare.

Ovviamente i genitori reali sono un po' un insieme di tutti questi genitori e il libro è rivolto anche a loro, per aiutarli a guardarsi con gli occhi dei figli e provare, perché no? , a limare alcuni spigoli, nella speranza che il figlio, nonostante tutto, sia più buono di loro, e decida di tenersi il proprio genitore, seppur imperfetto.

Un forno nuovo di zecca

Una coppia di amici della nostra volontaria Luisella, senza neppure conoscerci, ci ha donato un nuovo forno. Grazie a questo regalo, il nostro forno vecchio, molto vecchio, è andato in pensione e adesso possiamo creare delle bellissime torte e dei gustosi manicaretti.

Grazie a Massimo e Alina per la loro disinteressata generosità! 

Metamorfosi, quando l’arte aiuta autostima e fiducia

Metamorfosi è il nome del laboratorio condotto in una scuola dell’infanzia dell’eporediese. Nulla finisce, tutto cambia. Qualunque materiale può essere riutilizzato e trasformato ed è ciò che è avvenuto tra i piccoli banchi dell’asilo. I bambini si sono cimentati nella creazione e riproduzione di opere d’arte di Klimt, Picasso, Van Gogh, Kandinskij e molti altri, usando ritagli di carte, plastica, alluminio, stoffe, sughero e colori.

Charles Baudelaire affermava che “il genio è l’infanzia ritrovata con un atto di volontà”. Per condurre un laboratorio è necessario far vivere il bambino che è in noi, oltre a nutrire e coltivare la fiducia nelle capacità che solo i bambini hanno. 

Grazie all’uso del colore i piccoli sono riusciti a sperimentare le proprie emozioni e a creare delle vere e proprie opere d’arte finendo così per dimenticare i loro complessi e le loro inibizioni.

La scelta dell’arte come filo rosso ha permesso di realizzare un’opera comune, tanti quadri e tanti oggetti fatti con materiale di scarto, mostrati successivamente a parenti e amici. I lavori dei bambini erano troppo belli per essere custoditi in una cartellina ed è così che è nata l’idea di fare una mostra per esporre tutte le opere. Hervé Tullet afferma che trasformare un laboratorio in una mostra è un progetto ambizioso che richiede molto tempo e lavoro, a grandi e piccini, ma collocare le creazioni in un luogo dove tutti le vedano significa attribuire loro una certa durata, una dimensione museale molto gratificante per i bambini. 

L’obiettivo educativo dei lavoratori d’arte è quello di restituire ai bambini l’idea di bello, far sentire ogni fanciullo appagato di fronte al proprio lavoro aiutandolo a sviluppare autostima, fiducia in se stesso e piacere, perché se si vive il laboratorio d’arte come mezzo, come gioco (come lo intendeva Bruno Munari) e non come fine, allora è lì che il bambino apprende e avrà sempre voglia di scoprire e sperimentarsi ancora.

Mediazione penale e giustizia riparativa per minori

È possibile trovare on line, sul sito dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, un interessante documento: La mediazione penale e altri percorsi di giustizia riparativa nel procedimento penale minorile, curato dall’ufficio dell’Authority e da una commissione istituita appositamente, con il coordinamento della Garante Filomena Albano.
Il volume raccoglie alcune raccomandazioni e proposte in merito alla mediazione penale e alla giustizia riparativa in relazione ai reati commessi da minorenni. L’obiettivo è quello di far incontrare due modalità diverse di giustizia, quella tradizionale punitiva e quella, più innovativa, riparativa che, attraverso la mediazione penale, cerca, dove e se possibile, di ricomporre ciò che si è spezzato, puntando sulla responsabilizzazione.
Le raccomandazioni sono suddivise, oltre che per destinatari, secondo varie aree tematiche. Il documento è il frutto di una serie di incontri che il Garante per l’infanzia ha avuto con “ addetti ai lavori”, ovvero magistrati, avvocati, assistenti sociali, docenti universitari e mediatori, coinvolgendo i Tribunali per i Minorenni e le loro Procure.
Il volume è disponibile al link https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/mediazione-penale-giustizia-riparativa-minori.pdf.

Grazie Associazione Borgo Posta di Chivasso!

Giovedì 21 febbraio, a un mese esatto all’inizio della primavera, una storica associazione di Chivasso, Borgo Posta, organizza un emozionante incontro con la stampa locale e con i rappresentanti di dieci associazioni del territorio, fra cui la nostra “Ercole Premoli”. Durante la riunione, il direttivo, commosso, afferma di aver dovuto chiudere l’associazione e vendere il circolo ricreativo bocciofilo, costruito con entusiasmo, ma anche tanti sacrifici dai loro genitori e nonni.

Dal 1905, anno di fondazione del Circolo, per un secolo intero, quel luogo ha attirato giovani e meno giovani, diventando un importante posto di ritrovo e di socializzazione per tantissimi ragazzi. A un certo punto, però, è purtroppo mancato il ricambio generazionale e i costi di gestione sono lievitati.

Da un momento triste, comunque, possono germogliare semi di speranza. E così il direttivo, applicando lo statuto voluto dai padri fondatori, ha devoluto l’intero ricavato della vendita alle Associazioni presenti. L’Associazione quindi chiude oggi, ma continuerà a vivere nei progetti che ha aiutato a finanziare e in cui ha creduto.

Grazie, quindi, a tutto il direttivo e in particolare a Lorenzo, nostro storico volontario e socio del Circolo Borgo Posta, perché ci ha proposto come associazione beneficiaria.

Spirit Bear a Casa Mondolfiera

A casa Mondolfiera si fanno incontri speciali.

Come quello con Anna, una psicoterapeuta, amica ed ex allieva di Beatrice. Anna, con il suo coraggio e intraprendenza, si è trasferita nella British Columbia, una provincia occidentale del Canada. Tramite un'agenzia governativa, lavora come terapeuta familiare a sostegno di popolazioni Aborigene, radicate in quelle zone.

Con la sua sensibilità, Anna, ci ha raccontato la storia dell'orso Kermode, detto anche Spirit Bear. Questa specie di orso (in generale con pelliccia scura)  vive sulla costa occidentale del Canada ed è caratterizzata dal fatto che solo un decimo della sua popolazione è composta da esemplari dalla pelliccia bianca.

Anna ci ha raccontato questa "favola reale" regalandoci un libro illustrato e i Mondolfieri sono rimasti incantati nel vedere questi orsi spiriti che tra l'altro hanno un ruolo importante nella mitologia dei nativi canadesi e americani di quell'area.

Un luogo chiamato Mafalda

Coltivare felicità, ciò che voglio per il resto della vita.
(Stephen Littleword)

C’era una volta…

Tutte le storie iniziano così, e anche questa. Quindi, iniziamo!
C’era una volta, in un luogo non lontano da qui, uno strano e variegato gruppo, formato da individui molto diversi tra loro, appartenenti a popoli diversi, che provenivano da continenti diversi, con tradizioni, religione, costumi, e perfino il colore della pelle differente.
Avevano, però, una cosa in comune: una sola, ma importante. Tutti avevano come scopo quello di aiutare i cuccioli in difficoltà, non solo i cuccioli della loro specie, del loro popolo, ma proprio tutti i cuccioli, dal piccolo di tigre, al tenero passerotto, dal minuscolo girino, al morbido lupacchiotto.
Nel gruppo c’era un leone, che ruggiva sempre, ma poi, alla fine, si rivelava sempre un vero tenerone. C’era un bradipo, che spesso rallentava il cammino, ma sovente era quello che si accorgeva di dettagli e particolari che gli altri, andando sempre di fretta, neanche notavano. C’era anche una volpe, molto astuta e utile al gruppo, ma a volte un po' troppo vanitosa. C’era perfino un elefante, che procedeva dritto per la sua strada, ma in realtà, grazie alle grandi orecchie sentiva tutto, e lo elaborava in sé. C’era, infine, un riccio, spigoloso certo, e molto pungente, ma anche molto saggio e profondo.
Dopo molto cercare un luogo adatto per realizzare il loro sogno di accogliere i cuccioli in difficoltà, dopo molte delusioni, e qualche illusione, un giorno, finalmente, i nostri strani personaggi trovarono un posto che a loro parve bellissimo e adatto al loro scopo: diverse caverne comunicanti tra loro, in una radura circondata da alti alberi secolari, dai tronchi solidi e con i rami frondosi, con un limpido ruscello vicino. Il posto aveva certo bisogno di qualche sistematina qua e là, però la voglia e l’energia non mancavano, e poi avevano tanti amici su cui poter contare che sicuramente avrebbero dato una mano.
Il posto era adatto a tutti: a chi voleva rifugiarsi in un luogo riparato e sicuro come le caverne, come a chi amava la vita spericolata all’aperto, a chi desiderava crogiolarsi al sole, come a chi inseguiva l’ombra. Ognuno avrebbe potuto trovare un angolino per sé!
Ecco allora che i nostri amici iniziarono a darsi da fare per rendere accogliente e piacevole quel luogo. Pensate che matti! Decisero perfino di dargli un nome: lo chiamarono Mafalda. Alcuni abitanti del luogo lo interpretano come tributo in onore di un’antica regina originaria di quelle parti; altri credono che sia perché in alcuni strani dialetti la parola Mafalda significa “sciocco”; altri ancora in ricordo di qualche benefattrice.
Niente di tutto ciò. La verità è che hanno scelto questo nome in onore della cucciola contestatrice di Quino, il grande fumettista argentino. Proprio quella Mafalda lì, quella bambina sfacciata dai capelli grandi che chiede agli adulti di comportarsi da adulti.
E così, proprio dalla scelta del nome - proprio come avviene per tutti noi alla nascita - iniziò questa avventura, che dura ormai da 15 anni.
Lo strano gruppo ne ha fatta di strada, a volte ha imboccato la via sbagliata, altre volte ha girato in tondo, inutilmente, senza capire di avere sotto gli occhi la soluzione, altre volte ancora si è smarrito fra i sentieri del bosco. Certe volte, infine, è stato bravo, o fortunato, e ha fatto centro!
In questi 15 anni il luogo è diventato sempre più bello e accogliente, più di 80 cuccioli sono passati di lì, per fermarsi un po', per riposarsi e ristorarsi, per leccarsi le ferite, e poi ripartire, certo, prendere la loro strada, più forti e più belli di prima.
La cosa più bella però è che questo spazio, nel tempo, si è tramutato in un piccolo villaggio, con tante vie di accesso, con tante porte, sempre aperte. Molti sono quelli che, pur non facendo parte del gruppo, aiutano, collaborano, supportano, incitano. Proprio come in un formicaio, ognuno fa la sua parte, sicuro e fiducioso che gli altri facciano la loro.
Non pensiate però che questo villaggio sia magico e che tutto vada sempre bene. Non è così, così non potrebbe essere. Ci sono anche problemi, talvolta discussioni: a volte chi vuole l’ombra cerca di convincere gli altri a seguirlo, chi vuole il sole si oppone, a volte non si parla la stessa lingua, non ci si capisce. Ma alla fine si continua, uniti verso la meta, perché c’è un segreto.
Volete sapere qual è il segreto? Ve lo svela Mafalda: basta che i grandi imparino dai bambini!

La magia del Natale

Come tutti gli anni, dicembre porta con sé grande fermento a Mafalda e Mondolfiera. Fin dai primi giorni iniziano a vedersi decorazioni, vetrofanie, palline, fili colorati.

Il momento più bello? Non ce n'è solo uno, ce ne sono tanti.

Quando i bambini, tutti intorno all’educatore, preparano i regali per i volontari. Regali magari imperfetti, ma realizzati con le loro mani.

Quando, ognuno nella propria stanza, i Mafaldi e i Mondolfieri scrivono la letterina per Babbo Natale. E per alcuni è la prima volta, anche se hanno già 10 anni.

Oppure quando con gli occhi scintillanti scartano i regali, portati loro da un Babbo Natale in carne e ossa, arrivato con un campanaccio e un grosso sacco di juta pieno di sorprese sulle spalle.

Ecco, è questa la nostra piccola magia del Natale. Una piccola magia che si ripete e si rinnova ogni anno.