Caluso? Un territorio in movimento!

Caluso e paesi limitrofi - circa una ventina - beneficiano dei servizi e delle prestazioni del CISSAC - Consorzio Intercomunale dei Servizi Sociali, ente per il quale opera un team di educatori di Crescere Insieme.

Siamo in Canavese, a metà strada tra Ivrea e Chivasso. Non abbiamo una vera e propria sede di lavoro: la nostra sede è il territorio stesso. Un territorio molto frammentato. Proprio da questa frammentazione nasce la necessità di lavorare per intessere relazioni, mantenere legami, facilitare l’integrazione, creare reti.

Il nostro lavoro di educatori di territorio si esplica attraverso i servizi di educativa territoriale a favore di minori con disabilità o in situazione di disagio sociale. Ad oggi sono circa una trentina i ragazzi in carico.

Ma non solo. Il lavoro territoriale si arricchisce con i servizi di educativa scolastica. Sono una trentina gli interventi attivi, tutti volti a favorire percorsi di autonomia, integrazione e comunicazione per gli alunni disabili iscritti nelle scuole del territorio.

Non è ancora tutto, però. Da qualche mese, il nostro staff educativo dedicato a Caluso e dintorni opera anche nell'ambito del FAMI. (Per chi non lo conoscesse, il FAMI è il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020.) Qual è l'obiettivo dei nostri interventi? Intercettare le comunità straniere per rilevare le loro esigenze, i loro bisogni, ma anche speranze e aspettative.

Vi terremo aggiornati sui risultati!

Mondolfiera? Due anni di splendido volo

Sono due anni che la Mondolfiera vola... con le radici radicate a terra. Anche se pare una contraddizione, per noi non lo è, perché siamo convinti che senza radici non si può volare.

Così, sfrecciando tra le foglie ingiallite dall'autunno, la Mondolfiera attraversa i cieli di Verolengo, Chivasso e dintorni. E raggiunge scuole, centri sportivi e di aggregazione, dove sono incominciati i percorsi per i Mondolfieri piccoli e grandi.

Sono percorsi che li renderanno sicuramente più resilienti, per affrontare i venti contrari, che soffiano dai quattro punti cardinali.

Allora avanti tutta verso le meritate vacanze natalizie, che da qui a poco permetteranno un meritato riposo a tutti i Mondolfieri!

Servizio Civile, la testimonianza di Alessia

Ho deciso di svolgere un periodo di servizio civile in un momento molto delicato e complesso della mia esistenza, nella speranza di trovare qualcosa che mi restituisse un po' di significato in mezzo agli urti della vita.

A Mafalda mi sono sentita apprezzata e valorizzata da subito. Ho trovato persone disponibili e molto accoglienti, capaci di ascoltare, sostenere e accompagnare lungo questo anno passato insieme. Ognuna di loro a modo suo contribuisce ad arricchire l'équipe. Un'équipe splendida di cui sono state capaci di farmi sentire parte.

E poi ci sono i bambini. Ognuno, con la sua storia e le sue difficoltà, mi ha ricordato ogni giorno che dalla sofferenza nasce sempre qualcosa di meraviglioso. Ed è un insegnamento che in pochi altri posti avrei potuto sperimentare in modo così pronunciato.

È stata un'esperienza intensa ed emotivamente molto coinvolgente, a volte pesante. Sono felice di averla fatta perché mi ha lasciato tantissimo dal punto di vista umano. Da questo percorso esco soddisfatta e infinitamente arricchita: Mafalda ha riportato un po' di luce e speranza nel mio cuore!

Prendiamoci cura di me, convegno promosso dal Centro Studi Erickson

Abbiamo partecipato come équipe al convegno internazionale "Prendiamoci cura di me, servizi scuole famiglie per la tutela dei minori". Il convegno, organizzato dal Centro Studi Erickson, si è svolto i giorni 9-10 novembre presso il Palacongressi di Rimini.

Qual era l'obiettivo del fitto programma (2 plenarie, 20 simposi, 8 laboratori, 4 question time)? Favorire lo scambio tra professionisti che operano con i bambini nei servizi sociali e sanitari, nelle scuole, nel Terzo Settore.

Come équipe stavamo riflettendo da tempo sull’importanza di coinvolgere minori e famiglie nel progettare il percorso di comunità. Nei numerosi temi proposti dal convegno abbiamo trovato diversi argomenti, prassi ed esperienza che supportano e sostanziano i nostri propositi. La tutela dei minori è visto come un problema condiviso da affrontare insieme, ispirandosi alle esperienze positive messe in campo in Italia e all’estero.

Sono state due giornate impegnative, ricche di informazioni e spunti per immaginare sviluppi positivi per i nostri servizi per minori. Abbiamo avuto conferma che le nostre intuizioni rispetto alla possibilità di porre il minore al centro del progetto, insieme alla sua famiglia, oggi sono oggetto di studi e sperimentazioni. Si tratta infatti del cammino che porta maggiori risultati.

Non tutte le occasioni formative lasciano stimoli per il futuro. Questa volta invece torniamo a casa arricchiti e consapevoli del fatto che solo il costante confronto e la formazione ci possono permettere di progettare un servizio migliore per i bambini di cui ci prendiamo cura.

Per approfondire o partecipare ai futuri appuntamenti, visita la pagina ufficiale del Convegno Prendiamoci cura di me.

Storie per riscrivere la propria storia

Mafalda, da prassi di Crescere Insieme, cambia ogni tre anni il supervisore, per poter rinnovarsi e aprirsi a stimoli diversi. L'ultima supervisione è stata condotta da Maria Varano, psicologa e psicoterapeuta, esperta nell’uso e nell’invenzione di storie in ambito educativo e autobiografico che ha svolto per anni l’attività di formatrice per gli adulti soprattutto in ambito socio-educativo.

A noi di Mafalda già piaceva raccontare storie e inventarle per regalarle ai piccoli ospiti. Maria ci ha aiutati a percepire meglio la potenza della narrazione, come autobiografia che aiuta le persone, piccole e grandi, a trovare il filo nella matassa della propria esistenza, spesso travagliata.

Abbiamo scoperto che la narrazione, quindi, è un vero e proprio strumento educativo. Serve per raccontare quello che a volte è inenarrabile. Serve ad avvicinarci ai nostri piccoli ospiti, a farli sentire capiti e accolti per ciò che sono. E non per ciò che vorrebbero essere o pensano di dover essere.

Abbiamo lavorato su noi stessi per approcciarci alla narrazione. Si tratta, infatti, di un'arte a tutto tondo che richiede tempo e pazienza, cura e riflessione, esercizio e condivisione.

Abbiamo imparato che le fiabe possono essere un viaggio curioso. Un viaggio grazie al quale i nostri ospiti si possono muovere, nonostante le loro fragilità e grazie alla loro sensibilità. Le fiabe possono rendere meno traumatica l'esperienza del cambiamento e permettono di allontanarsi da sé quel tanto che basta per rivedere e ripercorrere momenti di vita vissuta. Che non sono solo storia passata, ma anche base per la storia futura.

A chi volesse provare a cimentarsi in questo percorso ricco di sorprese, consigliamo di leggere L'Arte di Inventare Fiabe, di M. Varano e F. Rondot.

 

Filastrocca del riciclo a Casa Mondolfiera

A Casa Mondolfiera il pensiero vola dal mattino alla sera.

Sfruttando il principio per cui nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma

si può trasformare una sedia a rotelle in un calesse,

per circolare sotto le stelle

oppure vecchi raccoglitori ad anelli

possono diventare portachiavi per auto, case, castelli.

Le cassette e i bancali diventano scaffali,

invece per far luce nelle sere, basta capovolgere un bicchiere

circondarlo di grucce, avvolte nella carta di riso colorata,

et voilà les jeux sont faits! Riciclare si può, il materiale c'è.

Basta guardarsi intorno con gli occhi dei bambini e si scoprono forme nascoste nei cestini,

nelle nuvole, nelle parole, nei muri delle scuole…

Insomma a Casa Mondolfiera, prima di buttare, proviamo a riciclare.

Proviamo a fermare il tempo tra le nostre dita per stare insieme

fare merenda, divertirci con fantasia e... gettare un seme.

Mafalda e Mondolfiera a… Provaci anche tu!

Anni fa, nel nostro primo periodo a Borgo Revel, era tradizione, a settembre, partecipare a Provaci anche tu!, una sorta di Corrida dove cantanti e attori - dilettanti, ma davvero molto bravi - si cimentavano con le loro migliori interpretazioni. Noi Mafaldi non potevamo certo competere in bravura, così abbiamo sempre puntato sulla simpatia dei nostri piccoli ospiti. Abbiamo stupito la platea con il canto di ninna nanne (con tanto di candeline accese) o con simpatiche scenette, ottenendo sempre calorosi applausi. 

Per alcuni anni la tradizione di Provaci anche tu! si è interrotta. Così, quando ci hanno avvisati che quest’anno si riproponeva, non abbiamo avuto il coraggio di tirarci indietro…

I nostri ragazzi hanno subito proposto di interpretare delle canzoncine molto belle che abbiamo imparato nel corso di meditazione. E così, armati di occhiali da sole e cappelli sgargianti, ci siamo lanciati in questa avventura.

Questa volta non eravamo soli. A noi si sono aggiunti i Mondolfieri che, al loro debutto, hanno portato allegria e risate con una canzone molto simpatica cantata con gli accenti più diversi, per dare un tocco di internazionalità all’evento. 

Dopo la tensione delle prove e alcuni litigi per trucco e parrucco, sabato sera eccoci sul palcoscenico, un palco vero, con tanto di luci psichedeliche.

Anche stavolta gli applausi erano strameritati per i nostri bambini. E per gli educatori, certo. Soprattutto per il loro coraggio di esserci!

Docenti di sostegno, la girandola delle scuole

Quest’anno nelle scuole statali meno della metà degli alunni con disabilità hanno ritrovato il loro docente di sostegno della stagione scolastica 2017/18. Il 52%, invece (circa 133 mila studenti), dovrà adattarsi a un nuovo insegnante.

Perché? Il motivo è semplice. Per la normativa attuale, l'anno scorso, circa 55 mila docenti di sostegno sono stati assunti “in deroga”, vale a dire con contratti a tempo determinato. Quindi precari, ovvero licenziati e riassunti ogni anno. Quest'anno la stessa cosa è capitata ad altri 60 mila. Ma i docenti non sono stati assegnati alle stesse scuole.

Da ciò deriva che, nonostante il grande investimento (160 mila docenti per 5 miliardi di euro solo di stipendi), la girandola di cattedre rende molto meno certi i risultati educativi.

Per approfondire, leggi questo articolo.

Porte aperte per accogliere, porte aperte per lasciare andare

È arrivato settembre, con il ritorno dalle vacanze, l'inizio della scuola e di mille attività frenetiche quotidiane. Anche nella Comunità Mafalda e nella Casa Famiglia Mondolfiera c'è un certo fermento. E quest'anno ancora più del solito.

Non abbiamo preparato solo gli zaini per la scuola e le borse per lo sport, ma anche cinque grandi valigie. Ben cinque dei nostri bambini hanno preso il volo. Hanno cominciato un nuovo percorso di vita con altri adulti che si occuperanno di loro e li affiancheranno nell'avventura della crescita.

Tre nuovi piccoli sono invece approdati in questo spazio colorato, con i loro grandi occhi curiosi. E mille domande, qualche dubbio, a volte una lacrima dispettosa che sgorga senza avvisare.
I bambini rimasti li hanno accolti con semplicità. Condividendo un gioco, insegnando una regola, prestando un colore, dimostrano ogni giorno che nonostante tutto si può stare bene e si può tornare a sorridere.

Le porte di Mafalda e Mondolfiera sono ancora aperte. C'è ancora qualche posto libero per ospitare bimbi bisognosi di serenità. I servizi sociali che fossero interessati possono contattare la coordinatrice della Comunità al 340 2331416 oppure all'indirizzo email mafalda.crescere@libero.it

La mia storia sulla pelle, concorso di tatuaggi per persone adottate

I tatuaggi degli adolescenti? Spesso sono trasgressivi.

In controtendenza, i ragazzi adottati o in affido. In questi casi è molto frequente tatuarsi sulla pelle l'iniziale del nome della mamma, biologica o adottiva. O entrambi. Come se si volesse rendere evidente la propria complessa ricerca dell'identità.

Dall'esperienza del CTA, servizio specialistico di psicoterapia a sostegno degli adolescenti e delle loro famiglie, nasce l'idea del concorso fotografico "La mia storia sulla pelle", lanciato dal CTA in collaborazione con il CARE - Coordinamento delle Associazioni familiari Adottive e Affidatarie in Rete.

Possono partecipare tutti coloro che sono stati adottati o hanno avuto una storia di affido. E, naturalmente, hanno sul corpo un tatuaggio da fotografare. Le immagini devono essere inviate entro il 30 ottobre 2018. A questo link puoi guardare le foto arrivate sinora.

Per saperne di più, vai sul sito del centro CTA.