Dal cassetto dei ricordi: Casa Mondolfiera salpa da Genova

Tanti selfie sul traghetto e l'emozione del viaggio. Di notte si dorme poco: troppe emozioni. All’alba si attracca ad Olbia, poi l'incanto del mare splendido della Sardegna.

Il primo tuffo nell’acqua color smeraldo. Una stella marina - "non le avevo mai viste nel mare!"- subito ributtata in acqua perché è una creatura che va rispettata. 

Spiagge meravigliose... come le ciliegie: una tira l’altra. Cene sotto le stelle, motoscafo per esplorare il mare e surf, catamarano e canoa appena c’è “la Buena Onda” per trovare nuovi stimoli. Tante camminate e l'incontro con gli ulivi millenari, gli animali: i pesci, il geco, una cinghialessa, tanti gatti di una colonia felina... E poi la delizia dei fichi d'india, con un po' di spine sulle dita!

Ogni giorno una nuova avventura... meglio dei videogiochi!

Impariamo che i venti sono tanti e diversi, come quelli che danno i nomi alle nostre stanze, a casa: Scirocco, Libeccio, Ponente, Tramontana. 

Ci siamo innamorati di una spiaggia, Cala Moresca, di fronte all’isola Tavolara, che sarà teatro del film "la Sirenetta" e abbiamo giocato con pinne e maschere, dando da mangiare ai pesci che venivano a galla!

A fine agosto c’è la luna piena.
"Ma che bella luna..."
"Io vado a dormire, buonanotte!"
"Solo un attimo: cosa vi è piaciuto di più?"

Il mare, la pizzata, lo shopping a Olbia, la barca, la casa, il surf, la sabbia bianca, il Buena Onda, i gatti, il letto, le cozze slurp! Cala Moresca, il catamarano, tutte le spiagge, il mercatino artigianale, le foto, il giro in motoscafo, le focacce, il romazzino, Cala Brandinchi, la ruota panoramica, il gattone bianco, la casa, il mare, la luna, il Buena Onda, la Maddalena, le conchiglie, i pesci, i cinghiali, il motoscafo, la stella marina, la nave, il riccio di mare, i fiori, la canoa…

Buon compleanno, Mondolfiera!

Bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,

con delicata attenzione per non disturbare

ed è in certi sguardi che si vede l'infinito.

(Manlio Sgalambro e Franco Battiato)

Sono passati cinque anni da quando Casa Famiglia Mondolfiera ha accolto il primo ospite o, meglio, i primi due. Ma Mondolfiera è nata molto prima, nel cuore, nei sogni, nei pensieri di Bea e Ugo.  

Pensieri condivisi, rielaborati e che, a poco a poco, hanno preso forma, proprio come la casa che oggi è abitata da loro due e da altri sei ragazzi a loro affidati, più una gattina dolce e affettuosa di nome Mia.

In questi cinque anni tra le mura accoglienti di Casa Mondolfiera sono passati tanti volti: quelli più piccoli con guanciotte sorridenti e tratti birichini, che hanno riempito la casa di risate e capricci; e poi le facce furbe dei ragazzi e delle ragazze più grandi, con l’aria di sfida e il sopracciglio alzato, la loro irruenza, l’energia inesauribile. Ognuno ha lasciato e lascia un’impronta, una parte di sé.

Non sono mancati, e non mancano tuttora, momenti belli, incontri sorprendenti, scambi arricchenti con culture diverse. Ci sono anche momenti difficili e faticosi, domande che restano senza risposta, sguardi tristi e commossi che a volte si sciolgono in un abbraccio. Esattamente come accade in ogni famiglia.

Ma quella di Mondolfiera è una famiglia speciale, nata da una coppia speciale che ha deciso di fare dell’accoglienza la sinfonia della propria vita, dando spazio e voce a tutti i suoi elementi, proprio come dentro a un’orchestra.

Auguri dunque a chi ha creduto con convinzione e passione in questo progetto, a chi collabora alla sua riuscita, a chi lo sostiene, ma auguri soprattutto a Ugo e Bea e ai loro sei Mondolfieri, che oggi abitano una casa in cui coltivare e far crescere i propri sogni affinché diventino reALI per spiccare il volo dal nido.

Ognuno con il proprio inconfondibile, unico, meraviglioso stile.

Il Laboratorio di Agnese #5

Il Laboratorio di Agnese #4

I Bambini di Svevia, una storia dimenticata

di Simona P.

"Ma sì, dai, entro solo un attimo in libreria, cinque minuti, giusto per ammazzare il tempo. Non compro niente.” Attrae subito la mia attenzione la copertina di un libro che ritrae due manine e un papavero rosso: un fiore dal colore vivave che spicca molto e che in qualche modo vuole far riemergere con prepotenza una storia di cui si sente parlare poco, la storia dei "bambini di Svevia”. 

Vi sembrerà una leggenda raccontata da un romanzo, ma la vicenda che vi sto per raccontare, purtroppo, è una pagina della nostra storia italiana andata strappata.

Conosciuti come bambini di Svevia, ma chiamati anche “bambini delle rondini”: partivano ogni anno il 19 marzo, giorno di San Giuseppe  e tornavano in autunno, il giorno di San Martino.

Erano bambini e ragazzi tra i 5 e i 14 anni che si incamminavano per un lungo viaggio di oltre 200 km, attraverso le fredde montagne della Val Venosta, per raggiungere le campagne bavaresi ed essere venduti come forza lavoro nei mercati del bestiame alle famiglie contadine. Chi era fortunato poteva trovare una casa caritatevole che lo avrebbe accolto quasi come un figlio, i meno fortunati invece venivano trattati come schiavi e talvolta le bambine tornavano a casa incinte.

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, principalmente per due ragioni. È emozionante perché ha la capacità di leggere l’animo umano con profondità ed empatia; in secondo luogo, restituisce la voce a tutti quei bambini che, per tre secoli fino alla seconda guerra mondiale, hanno subito questa pratica. Bambini ai quali è stata rubata l’infanzia.  

Buona lettura!

Covid e welfare, la scoperta della fragilità

Su un articolo della rivista Animazione Sociale scritto in piena pandemia, ma ancora molto attuale (2/2020), c è un’interessante intervista a Chiara Saraceno, che ha sempre uno sguardo molto attento sulla società, con un focus privilegiato sulle famiglie.

Nell’articolo si evidenzia come la pandemia abbia fatto riscoprire l’importanza del  welfare, ma anche tutti i limiti del sistema costruito in questi anni.  È stato infatti evidente come le famiglie, anche quelle ritenute “normali”, siano in realtà molto più fragili di ciò che appaiono.

La chiusura prolungata della scuola non ha fatto che aggravare le disuguaglianze tra chi nella propria famiglia ha risorse culturali e materiali tali da integrare la didattica online e chi, invece, ne è privo. La sospensione delle lezioni e la chiusura di tutte le attività pomeridiane dedicate ai bambini e ragazzi ha creato un’emergenza parallela a quella sanitaria, anche se invisibile e solo apparentemente meno grave. Pare impossibile pensare che la famiglia imploda se lasciata a se stessa, perché In Italia la famiglia è sempre vista come soluzione di tutti i problemi, dalla povertà alla disoccupazione giovanile, ai bisogni di bambini, anziani e disabili, ma da sola non può più farcela. 

La sociologa, nell'intervista, intravede la possibilità di trovare una soluzione nelle alleanze territoriali fra pubblico e terzo settore. 

A questo link trovate il numero 2/2020 della rivista dove potete leggere l'articolo.

Una ex educatrice di Mafalda realizza un sogno e qui si racconta

Durante gli anni trascorsi in comunità Mafalda è cresciuta sempre di più l’attrazione per l’ascolto delle storie delle persone che incontravo. Mi sono resa conto di quanto importante sia l’uso delle parole nella comunicazione e che tutti, grandi e piccini, abbiamo un potenziale da esprimere: bisogna solo trovare la propria strada.

A portarmi fino a qui, oggi, è stato il segreto racchiuso nelle storie. In quelle ascoltate da bambina, in quelle lette prima della buonanotte, in quelle capaci di portarci alla scoperta di mondi lontani, in quelle inventate e scritte per restituire vissuti, in quelle create con le con mani, cucite, in quei legami che hanno acceso in me la necessità di creare un luogo dove poter continuare questa magia. Per questo motivo ho sognato Axolotl. Oggi è il desiderio che custodisco per mio figlio e per tutti i bambini. 

Axolotl è una libreria indipendente specializzata in letteratura per l’infanzia. Prende il suo nome da un piccolo animale con qualità e abilità straordinarie. L’axolotl è un animale sensibile, plastico, resistente, dinamico, empatico, metamorfico, duttile, un infinito… in via di estinzione.

Per noi i bambini sono gli axolotl del mondo umano.

Desideriamo che la libreria diventi un punto di rifermento per il territorio, per le famiglie e per i bambini: la casa di tutti, di chi è in cerca di storie, tempo, ascolto; la bottega dove poter sperimentare, giocare, crescere e tessere legami radicati e duraturi.

Noi crediamo che l’educazione e la cura dei fanciulli debbano essere accessibili per ognuno: testi dedicati a genitori, insegnanti, educatori che accompagnano e prendono per mano i più piccoli, trovano posto accanto a cartonati, albi illustrati e narrativa per ragazzi. Scegliamo i libri con cura, prestando attenzione a ciò di cui i sensi, la mente e il cuore di grandi e piccini hanno bisogno.

Al libro, oggetto principe e veicolo protagonista del nostro emporio, affianchiamo giochi di qualità e materiali educativi capaci di alimentare l’immaginazione, di stimolare l’attività autonoma e di accompagnare i piccoli nel percorso verso un’umanità autentica.

Come librai ed educatori, rivolgiamo la nostra attenzione al bambino in tutte le sue fasi di crescita; come mamme, che praticano l’arte del portare, pensiamo al neonato fin dai primi giorni di vita e accompagniamo i genitori alla scoperta di questo mondo.

Amiamo gli artigiani e i manufatti artistici. In libreria c’è una macchina da cucire e mani pronte a trasformare le stoffe in libri, giochi, storie e cose belle. Nell’oggetto artigianale è racchiuso il segreto del lavoro: desideri, fatiche, tempo e aspettative di chi lo ha creato. Abbiamo così deciso di collaborare e ospitare i lavori di mamme artigiane. 

Al nostro fianco c’è un gruppo di lavoro composto da compagni di avventure e da persone qualificate: con loro ci confrontiamo e studiamo, con l’obiettivo di stimolarci a vicenda e di correggere la rotta quando le burrasche scuotono la nave. Con loro progettiamo i laboratori e gli incontri, tessendo relazioni e guardando all’ infanzia con entusiasmo e responsabilità civica.

Vanessa Frangella

La libreria Axolotl sarà inaugurata il prossimo 9 ottobre dalle 10 alle 19!
- PER INFO - 
www.axolotlibreria.org
lettere@axolotlibreria.org
+39 353 43 16 121 

Il Laboratorio di Agnese #3

La mia vita da zucchina

Un film sull'affido familiare

La mia vita da zucchina è un film d'animazione che proponiamo sempre alle nostre tirocinanti e stagiste. In un’ora sola dà un’idea della vita dei bambini prima e dopo l’allontanamento dalla loro famiglia di origine. Il film, in modo sereno e per nulla giudicante, accenna delicatamente alla difficile vita prima dell’esperienza della comunità, mostra le criticità di inserimento nel gruppo dei bimbi e le nuove attenzioni che essi vivono, e il successivo progetto di affido.

Questo film cerca di mostrare il punto di vista del bambino, in un mondo troppo spesso adultocentrico. Il bambino riesce a vivere il passaggio in comunità come un momento di respiro, per poi ripartire, più forte e più sicuro di prima.

La mia vita da zucchina ribalta coraggiosamente l’idea stereotipata che la famiglia sia sempre felice e amorevole e che la comunità sia solo un luogo triste e anaffettivo. Purtroppo, a volte, la famiglia non è quel nido accogliente che tutti desideriamo e la comunità può essere, invece, uno spazio di vero ascolto e accoglienza.

Un film bellissimo, realistico e profondo, ma mai scontato, che serve a far conoscere il mondo delle comunità e dell’affido, con leggerezza e senza falsi stereotipi.

A Mafalda tornano i volontari!

Pennelli, scale, secchi, tinta colorata, e tanto tempo e tanta pazienza a disposizione: è in questo modo che ripartiamo con i volontari a Mafalda.

Non sono solo pronti a trascorrere del tempo con i bambini, a giocare e parlare con loro, ad aiutarli con i compiti, ma sono anche disponibili a dare una mano su tutto ciò che serve per rendere migliori i luoghi che i nostri bambini abitano. Anche sporcandosi dalla testa ai piedi di azzurro, verde o arancione!

Con il loro grandissimo aiuto, i muri delle camere sono tornati a essere brillanti e vivaci, la casa è diventata più bella, gli occhi dei nostri bimbi più luminosi e i loro sorrisi più grandi.

Ringraziamo di cuore chi ci ha regalato il suo tempo e la sua fatica, chi ha meticolosamente ricoperto di nastro adesivo prese di corrente, finestre, davanzali e bordini, chi ha scrutato con attenzione i muri per scoprire gli ultimi difetti da ritoccare, chi ha pazientemente spostato mobili e arredi da un punto all'altro della stanza, chi non ha risparmiato le sue gambe dal salire e scendere dalla scala, per rendere Mafalda più bella e accogliente.

E se qualcuno volesse aggiungersi al gruppo dei volontari sarà senz'altro d'aiuto e ben accetto.