Metti un clown… online!

Una nostra educatrice collabora da anni con l’Associazione Vipsognando Chivasso che qualche giorno fa ha regalato ai nostri bambini un’ora e mezza di puro divertimento… tutto on line!

Mai avremmo pensato che i bambini potessero giocare, saltare, sbellicarsi dalle risate animati a distanza dai simpatici clown di questa associazione italiana che proprio a marzo ha compiuto 18 anni di attività.

È proprio vero, il Covid ci ha costretti a ripensare tutto: le priorità, le modalità di relazione, le attività quotidiane. Ma queste esperienze ci fanno capire che se c'è la voglia di condividere e di stare insieme si possono trovare delle alternative che mai avremmo sognato.

I nostri amici nasi rossi hanno stravolto il loro modo di essere vicini alle persone, di portare leggerezza e sorriso anche dove a volte è difficile trovarlo, negli ospedali ad esempio. E ora si sono reinventati per portare avanti la loro missione anche in tempi strani come i nostri.

Grazie di cuore perché non vi siete arresi!

Se vuoi unirti a loro o conoscere questa splendida realtà visita:http://www.vipsognandochivasso.it/statuto

Gioco dei pacchi a Mafalda


I nostri magnifici volontari dell’associazione Ercole Premoli non sanno più cosa inventarsi per stare vicini ai nostri bambini. Ed ecco che un pomeriggio organizzano un mega gioco dei pacchi, tanti premi, tante risate... Tutto on line!

Di certo c’è la loro inossidabile voglia di esserci, ma è anche grande la capacità della Presidente di organizzare, pensare e coinvolgere, per fare in modo che i legami non si spezzino, che vengano mantenuti e rinforzati, nonostante quello che da oltre un anno ci troviamo a vivere a livello mondiale.

Per chi volesse entrare a far parte di questa grande famiglia, questa è l'email dell'associazione Premoli a cui scrivere per informarsi: info@associazionepremoli.org

Buon compleanno, educatrice!

Ebbene sì, è un giorno speciale! Oggi è il compleanno di Grazia… Sì, perché anche per gli educatori arriva il giorno del compleanno e, se quel giorno sono in turno, allora bisogna festeggiare tutti insieme.

Per prima cosa: ci vuole una torta! “Le piacerà al cioccolato? O forse è meglio una torta alla frutta?” Alla fine il cioccolato vince sempre, mettendo d’accordo tutti.

Quindi ricapitoliamo gli ingredienti: latte, farina, zucchero, uova, yogurt, cioccolato fondente, lievito e, per il top, nutella e smarties. C’è tutto: i Mafaldi si mettono a lavoro: c’è chi setaccia la farina, chi rompe i gusci delle uova e le sbatte, chi prepara il latte, chi spezzetta il cioccolato e naturalmente chi assaggia di nascosto e puntualmente viene colto in flagrante.

C'è sempre grande concitazione quando un educatore compie gli anni. I bambini si organizzano per fargli una sorpresa. Tutti, nessuno escluso! Preparano biglietti, fanno disegni, impacchettano giochi, ognuno vuole dare il proprio contributo, compito del festeggiato è far finta di non accorgersi di nulla!

Corrono da una parte all'altra della casa, non vedono l'ora che arrivi la cena, perché qui a Mafalda il compleanno si festeggia di solito alla sera. Dopo la cena si spengono le luci, si accendono le candeline sulla torta, si preparano i flash dei cellulari per le foto di rito e si canta a squarciagola “Tanti auguri a te!”

Per i bambini il compleanno degli educatori è proprio un evento, è un momento che richiama la vita familiare che noi grandi con gioia condividiamo con loro, sapendo quanto possa essere importante! Per loro è un momento di festa vero, oltre che di condivisione. È uno dei pochi momenti in cui le differenze caratteriali, gli screzi e le liti lasciano il posto a qualcosa di bello e positivo. Sono situazioni che loro ricorderanno e a noi lasceranno ricordi indelebili, perché un compleanno così è sicuramente un compleanno speciale!

Il Laboratorio di Agnese #2

Grazie Giorgio Chiellini!

Grazie ai nostri volontari Manuela ed Eugenio, il famoso giocatore juventino Giorgio Chiellini ci ha regalato una copia del suo nuovo libro, con dedica e autografo. Grande gioia per grandi e piccoli juventini!

Ri-vedersi, ri-scoprire, ri-cominciare

Nel mese di febbraio con il progetto Abilito siamo riusciti a ri-vederci in presenza, cosa che ci sembrava scontata fino a un anno fa.

Invece, una delle cose belle di questa pandemia, è stato ri-scoprire l'importanza dello stare insieme fisicamente, guardarsi negli occhi, parlare sentendo la voce “vera” delle persone, fare una passeggiata uno accanto all'altro, scattarsi i selfie per davvero!

Poter uscire di casa e incontrarci non ci è sembrato quasi vero, sappiamo che è una sensazione che tutti potrete capire, e anche per noi è stata un'emozione unica!

In queste settimane siamo partiti con calma, ci stiamo dando il tempo di riprendere confidenza con lo spazio e con il gruppo in presenza.

Abbiamo dato il benvenuto a Sabrina, che ci ha conosciuti su Instagram e, grazie al libro che abbiamo pubblicato, è diventata una nostra amica. Abbiamo ritrovato Stefania, siamo andati “in brodo di giuggiole” (come ha esclamato Matteo) quando l'abbiamo rivista dopo mesi!

Per ri-cominciare col piede giusto allora ci siamo fatti una domanda: “Perché veniamo ad Abilito?”

La risposta è una bomba: “Perché vogliamo realizzare i nostri sogni.”

Ognuno di noi ha un sogno, un'idea, un progetto che vuole realizzare; nel gruppo trova uno spazio in cui poterlo condividere, confrontarsi e magari incontrare qualcuno che ha lo stesso desiderio. E chi lo sa, magari, realizzarlo!

Se venite a trovarci entrerete per un paio di ore in un'officina di idee vulcaniche: Che ne dite se organizziamo qualche incontro di teatro per esprimere sé stessi? Oppure un corso di fotografia per rendere indelebili le nostre emozioni? O magari qualche ora di canto per armonizzarci come gruppo? Perché non invitiamo qualche signora anziana a giocare a carte con noi per spezzare la sua solitudine? E se trovassimo dei giochi da tavolo per invitare i ragazzi di Caluso a giocare tutti insieme? E non dimentichiamo la parte social: perché non pensiamo a dei podcast?Rimaniamo sul territorio: un progetto con il canile per occuparci dei cani con qualche disabilità?

Queste sono le idee che ci sono venute in mente un pomeriggio dedicato alla riflessione sul progetto Abilito: sono pensieri legati dal filo rosso della voglia di mettersi in gioco, creare occasioni di inclusione, di incontro, di apertura verso nuove opportunità e per stare bene insieme.

Per noi è importante non solo partecipare al progetto Abilito ma anche condividere questa esperienza con chi ne ha bisogno, con chi è solo e sente di non avere più un obiettivo.

Vorremmo anche coinvolgere chi ha la capacità di inventare altre occasioni di incontro, chi ha in mente nuove proposte e voglia di conoscere un gruppo in cui sentirsi a casa per potersi mettere in gioco.

Noi crediamo nei piccoli passi, nei legami che si formano poco a poco, poi diventano sempre più forti e danno una base sicura da cui lanciarsi.

Nei pomeriggi di martedì e giovedì allo sportello in via Bettoia a Caluso dalle 16 alle 18, siamo desiderosi di accogliere chi abbia voglia di fare questo viaggio con noi. Oltre a noi, troverete anche i nuovi volantini che raccontano in breve chi siamo!

A presto!

Volontari lontani, ma… vicini!

Il Covid 19 ci ha obbligato a ripensare e cambiare la quotidianità e le relazioni in comunità, cercando di non perdere l’entusiasmo e la voglia di stare insieme.

Così Maria Grazia, nostra collega, presidente dell’Associazione Premoli, ha coinvolto i volontari in una nuova sfida: come poter stare vicino ai nostri ospiti nel rispetto delle norme restrittive attuali? Ecco che allora c'è chi si è proposta per leggere fiabe ai più piccoli, chi per fare i compiti, chi per giocare… ma tutto rigorosamente on line.

Così il giovedì pomeriggio i piccoli attendono con ansia la videochiamata per ascoltare storie infinite. I più grandi, il sabato mattina, si fanno dare una mano nelle materie più ostiche in un incontro su Google Meet con la famiglia amica; e, fra un ripasso e un'equivalenza, c’è sempre tempo per due chiacchiere e qualche confidenza. Nei freddi pomeriggi dei fine settimana ci sono le videochiamate per giocare a forza quattro, a tris, all’impiccato...

Il tutto è partito da metà novembre, ma la prima occasione davvero speciale è stata il primo giorno dell’anno: grande tombolata on line! Non potendo fare una festa in presenza, come era avvenuto negli anni precedenti, Maria Grazia ha proposto un pomeriggio di gioco tutti insieme. È stato un bel modo di stare insieme per i bimbi e per gli adulti e ha coinvolto molti volontari, famiglie amiche e anche qualche educatore. E per carnevale, invece, c'è stata una bella festa mascherata, comprensiva di grande sfilata, sempre on line.

In questa seconda fase della pandemia noi educatori ci sentiamo meno passivi. Non possiamo più aspettare che passi l’emergenza: abbiamo invece scelto, pur nel rispetto dei grandi vincoli dati dalla situazione, di essere più propositivi e di sfruttare al meglio le nuove tecnologie come spiragli per trovare nuove strategie e nuove forme relazionali. 

Bonding e depressione post partum

Numerosi studi in ambito etologico, nati dalla curiosità circa ciò che permette a diverse specie animali di collaborare al fine di raggiungere degli obiettivi sociali (si pensi alle formiche o alle migrazioni degli uccelli), hanno condotto all'osservazione di una sincronia tra il pattern comportamentale dei membri di un gruppo e i loro processi fisiologici, quale, ad esempio, il rilascio di ormoni, come se quest’ultimo fungesse da innesco per determinati comportamenti critici.

La capacità di sintonizzarsi con gli altri membri della propria specie è fondamentale per la sopravvivenza e, a tale fine, si riceve un training entro la relazione diadica mamma-bambino. L’ossitocina è stata proposta da diversi studi come substrato neuro-ormonale per il processo di sincronia bio-comportamentale che lega i membri di un'unità sociale in genere, ma soprattutto offre supporto fisiologico e comportamentale per la formazione del legame di attaccamento tra mamma e bambino, anche noto come “bonding”. Questo, infatti, si costruisce attraverso esperienze ripetute di determinati pattern senso-motori e comportamentali (come lo sguardo, i tocchi affettuosi, il maternese, ovvero la lingua che parlano le madri per comunicare con i bambini piccoli) che coincidono con un innalzamento dei livelli di ossitocina, sia nella mamma, sia nel bambino.

L’ossitocina ha inoltre effetti anti-stress, che permettono di sperimentare una sensazione di sicurezza, supportando i comportamenti di approccio richiesti per la formazione di tale legame. Oltre a ciò, agisce su una zona del cervello coinvolta nel “circuito della ricompensa” e, in questo modo, gioca un ruolo fondamentale nella motivazione al legame, poiché l’interazione con il bambino e, in ultimo, il bambino stesso, assumono valore fortemente incentivante per la mamma.

Ma cosa succede e perché talvolta questo legame così fondamentale viene compromesso?

La gravidanza e il periodo post-partum sono fasi molto faticose nella vita di una donna, poiché segnate da enormi difficoltà emozionali e grande vulnerabilità: un numero significativo di neo mamme (si stima che a livello internazionale la prevalenza si aggiri intorno al 15%) soffre di depressione post partum, presentando ansia, sensi di colpa, scarso senso di self efficacy e attitudini materne negative verso il nuovo nato. Tutto ciò ha ripercussioni negative sul bambino, diminuendone le probabilità di sopravvivenza, soprattutto in un periodo così delicato come quello neonatale. 

Questo potrebbe sembrare controintuitivo dal punto di vista evoluzionistico, tuttavia diversi studiosi hanno ipotizzato che tale condizione possa essere un inconsapevole mezzo per ottenere maggiore supporto sociale dai congiunti, che alleggerirebbe il carico energetico ed emozionale che la mamma si trova ad investire sul suo piccolo, completamente dipendente da lei. In tal modo sarebbero massimizzati i legami sociali attorno alla diade, il benessere fisico e psicologico materno e le probabilità di sopravvivenza del nuovo nato.

Buon compleanno a noi!

Ebbene sì, in questo mese di gennaio la Comunità Mafalda ha compiuto ben 18 anni. Un traguardo importante - diventa maggiorenne - anche se nel suo intimo è rimasta la bambina irriverente di cui ha il nome. La bambina che chiede agli adulti di guardare gli altri con gli occhi del cuore e di non limitarsi alle apparenze.

Purtroppo, a causa del virus che ormai ha travolto e stravolto le nostre vite, non possiamo organizzare una festa come quelle che abbiamo fatto negli anni passati. Come non ricordare i nostri 15 anni festeggiati con scivoli gonfiabili, giochi in giardino e zucchero filato? O i primi anni festeggiati con convegni nel nostro bellissimo teatrino?

In attesa di tornare a fare festa insieme, ci siamo dedicati alla stesura del nostro primo libro “Sciogliere nodi, riannodare storie”, a cura di Maria Varano, con postfazione di Paola Ricchiardi, edito da Voglino Editrice, nella sua collana Pedagogia del coraggio. Chi desiderasse può acquistarlo direttamente presso la Comunità, prenotandolo al numero 340 23314146, oppure online sul sito della casa editrice, o ancora presso il punto vendita dell’editore, a Torino in Via Digione 18.

Buone feste!