Con la didattica a distanza, l’inclusione è possibile?

L’emergenza Coronavirus ha travolto e stravolto la nostra quotidianità, lavoro e scuola in primis. Se per tutti i bambini la didattica a distanza è stata ed è una sfida, lo è maggiormente per chi non possiede i mezzi, un pc e una connessione, per i figli di molti stranieri e ancora di più per chi è portatore di una disabilità, per chi ha un PEI o un PDP. Le singole istituzioni scolastiche hanno cercato di rispondere come potevano, affidandosi a esperti esterni, coinvolgendo le associazioni, chiedendo aiuto alle famiglie.

Difficile però trovare soluzioni concrete e pratiche a tutte queste diverse problematiche. Tutti siamo consapevoli che i bisogni educativi speciali di uno studente con disabilità certificata  sono molti e complessi. L’inclusione quindi è stata ed è una sfida nella sfida. Scuola inclusiva significa infatti scuola per tutti, anche per i gruppi più fragili e vulnerabili, per i figli di migranti, per gli alunni con DSA. Se già è difficile in tempi normali, adesso si è purtroppo creata un'evidente marcatura della disuguaglianza. Questi alunni e le loro famiglie non devono però essere lasciati soli, sennò il gap si amplierà e il ritorno alla normalità sarà ancora più duro. I nostri educatori del SAACP ci stanno provando; si sono messi in gioco e, nonostante le mille difficoltà, cercano di stare accanto ai loro bambini e ragazzi, trovando forme nuove di sostegno educativo, e ricordando sempre che “integrazione” non è solo apprendimento, ma anche e soprattutto stare in relazione.

Il Laboratorio di Agnese #1

Parole dal territorio in tempi di Covid-19

Come è cambiata l’educativa territoriale per far fronte alla situazione di emergenza sanitaria

L’emergenza sanitaria di questi mesi ha profondamente modificato il nostro modo di lavorare. Dalle difficoltà delle prime settimane, in cui regnava una grande confusione - “Posso andare a fare il mio intervento educativo da Gigi? Devo uscire di casa con Gigi? Devo stare in casa con Gigi?”, e intanto il nostro povero Gigi era abbandonato a se stesso, senza la scuola, senza i compagni, senza educatori! - al graduale raggiungimento di una “nuova normalità” nella quale abbiamo dovuto reinventare il nostro lavoro, snaturandolo della sua stessa essenza, fatta di relazione, contatto, esperienze, ma, soprattutto, fatto di parole, che poi diventavano frasi, e poi discorsi, e poi pensieri, riflessioni, condivisione, progetti.

È proprio la parola è stato il leitmotiv che ci ha consentito di non interrompere drasticamente le relazioni create in presenza, ma, proprio attraverso la parola, ci è stato possibile mantenere un contatto con i nostri piccoli e grandi bambini e ragazzi dell’educativa territoriale. Le parole sono stato ciò che abbiamo mantenuto in questi mesi: quante telefonate, quante videochiamate abbiamo fatto! Quanti discorsi e riflessioni abbiamo condiviso con loro in questi mesi!

Non vogliamo, però, che la parola continui ad essere l’unico strumento a nostra disposizione. Speriamo presto di poter tornare a intessere relazioni, a vivere esperienze con loro, a giocare per imparare e a imparare a giocare, a battere il naso e a sbucciarci le ginocchia, il tutto addolcito da parole di consolazione e rassicurazione.

Orto, pizza e laboratori: ecco come affrontiamo questo periodo

Che facciamo noi Mafaldi e Mondolfieri durante questo lungo lockdown? Esercitiamo la pazienza, alleniamo la creatività, sviluppiamo il gusto con attività coinvolgenti e divertenti.

Innanzitutto, cominciamo a vedere i primi germogli nel piccolo orto di Casa Mondolfiera; è la terra che ci ripaga della fatica e del tempo che le abbiamo dedicato.

Continuiamo a dilettarci in cucina. Le nostre specialità? Di sicuro pizza e torte salate! Vengono spolverate con grande appetito senza lasciare neanche una briciola, non appena si sono liberate dal caldo del forno.

E per i più piccini? Continuano i laboratori all'aria aperta. Questo mese, tra le varie trovate, abbiamo soffiato dentro al sapone mescolato con la tempera... ed ecco fantastiche bolle di colore in volo su dei grandi fogli bianchi stesi sul prato!

Con la didattica a distanza, il doposcuola si sposta online

Le scuole chiuse per far fronte all’emergenza sanitaria Covid-19 non fermano la didattica. Anche da casa i ragazzi sono chiamati a seguire le lezioni e svolgere i compiti che vengono loro assegnati.

Per dare alle famiglie un supporto nell'affiancare i propri figli, nasce il doposcuola online di Crescere Insieme, un aiuto concreto rivolto ai ragazzi della scuola dell'obbligo per stare al pari con il programma e svolgere i propri compiti.

L’attività, completamente gratuita e condotta da volontari, avverrà attraverso la piattaforma per videochiamate preferita.

Visita la pagina del progetto per saperne di più! 

Guarda il video 👇🏼

Grazie per la vicinanza!

Non si fermano di fronte all'emergenza i gesti di affetto nei confronti dei nostri piccoli ospiti di Mafalda e Mondolfiera.

Ad addolcire questi giorni di #lockdown sono arrivate tante #uovadiPasqua, delle scatole piene di #colombe e poi ancora fogli, pennarelli e matite per i compiti e il tempo libero dei nostri bambini. 

Grazie di cuore a chi ha reso possibile tutto questo:

Croce Rossa Italiana - Comitato di Chivasso odv
#Eurotir
Balocco
#ProtezioneCivile - Circolo Santa Barbara
Perugina

Il video di Cindy

Molti dei ragazzi del Servizio Civile Confcooperative Piemonte Nord non hanno mai smesso di dare maggiore forza ai nostri servizi affiancando gli operatori. In questo video la testimonianza di Cindy, la volontaria di #CasaMondolfiera 😊#serviziocivile #andràtuttobene #serviziessenziali

Pubblicato da Crescere Insieme su Lunedì 27 aprile 2020

Molti dei ragazzi del Servizio Civile Confcooperative Piemonte Nord non hanno mai smesso di dare maggiore forza ai nostri servizi affiancando gli operatori. In questo video la testimonianza di Cindy, la volontaria di Casa Mondolfiera#serviziocivile #andràtuttobene #serviziessenziali

Iniziative di solidarietà digitale per i bambini

In questi giorni strani, sospesi, in cui il desiderio di molti è quello di possedere una sfera di cristallo per sapere a cosa assomiglierà il futuro, il mondo del web si è popolato di proposte educative e di intrattenimento gratuite dedicate ai bambini.

Abbiamo deciso di raccoglierne una piccola selezione sul nostro sito.

Lezioni sul sofà Scrittori e scrittrici italiani, su un’idea di Matteo Corradini e Andrea Valente, hanno deciso di aiutare i bimbi e i ragazzi a scacciare la noia proponendo lezioni “sulle cose più diverse, su quelle che ci piacciono, su quelle che vi piacciono, su quelle che non conoscevate, e su quelle che amate.”

Scienza Express Su questa pagina si possono trovare attività ed esperimenti da svolgere a casa con bambini e ragazzi di diverse fasce d’età.

Guida galattica al Coronavirus I musei italiani dei bambini (Muba, Children’s Museum Verona, Explora, La Città dei Bambini e dei Ragazzi) hanno unito le loro forze presentando questa favolosa guida scaricabile dal link.

Una favola al giorno leva il virus di torno È nato su Facebook, grazie alla compagnia Il Teatro nel Cerchio, un teatro virtuale nel quale si possono ascoltare fiabe raccontate e interpretate da veri attori.

Fiabe al telefono Invece le attrici Aurelia Cipollini e Marzia Quartini, le fiabe le raccontano al telefono. Per ascoltarle e sentirsi meno soli, i bambini, ma anche i più grandicelli, possono chiamare il numero 3491884928 dal martedì al giovedì dalle 17 alle 19.

Buona Pasqua


Scarica la card

Come è cambiato il nostro lavoro?

In prima linea ci sono gli infermieri, gli operatori socio sanitari, i medici. Senza dimenticare gli addetti alle pulizie degli ospedali, di cui spesso ci si dimentica. Nessuno di loro ha mai smesso di lavorare durante questa emergenza. Anzi, intervengono per curare chi è ammalato in condizioni estreme e spesso senza adeguate protezioni, dato che questo virus ci ha colto all'improvviso stravolgendo completamente la quotidianità di quasi tutto il pianeta.

Ma non sono gli unici a lavorare in questi giorni di strana sospensione che vive l’Italia, tra la paura che ti incatena e una tensione alla solidarietà che non si è mai sentita forte e chiara come adesso. Forte e chiara come la musica sgorgata dai balconi e dalle finestre aperte dal Nord al Sud dello stivale i giorni della quarantena. C’è chi ha urlato a squarciagola l’inno di Mameli dentro il quadrato del cortile delimitato dai palazzi. Chi ha preferito Rino Gaetano, col suo cielo sempre più blu. Chi è andato di Beatles con un Obladì Obladà improvvisato, ma neanche troppo stonato. Chi ha cantato che non sarà un’avventura, e c’era anche la nonna che cantava collegata in videochiamata. 

Non sono i soli, dicevamo. Perché le nostre comunità, per i bambini e i ragazzi che ci abitano, sono grandi case, non sono posti di lavoro. Da quando sono in vigore gli ultimi decreti, la vita di bambini ed educatori è cambiata qui dentro. 

Per immaginare come, provate a moltiplicare per una decina di volte quello che sta accadendo nelle vostre abitazioni. Ecco, avete presente il gruppo whatsapp delle mamme? Moltiplicatelo per 10. Quando va bene, la rappresentante di classe invia i compiti e seguono una quindicina di grazie, pollici in su, ok e compagnia bella. 15 per 10 fa 150. Quando va bene. Immaginate solo se c’è un dubbio, una polemica, una discussione… Il cellulare della comunità vibra per centinaia di volte, poi si tratta di sfrondare la giungla di parole e individuare quelle utili per garantire ai nostri bambini la continuità didattica. 

E la spesa? Provate invece a immaginare che cosa significhi fare la spesa per rifornire la comunità di adolescenti. Appurato che la spesa online ha tempi di consegna ormai impraticabili, ti tocca una coda di quelle mai viste in Italia. Disciplinata, precisa, senza sbavature. Ma, ovviamente, anche lenta a dismisura. E quando sei finalmente dentro, guardano il tuo carrello strapieno di generi alimentari con il retropensiero, neanche troppo retro: ma che razza di accaparratore che svuota gli scaffali! Torni dopo tre ore in comunità distrutto dall’esperienza. E sai pure che dovrai ripeterla molto presto perché avete presente quanto sono capaci di mangiare 10 adolescenti chiusi in una casa 24 ore su 24? Adesso noi sì.

E gli educatori dell'educativa territoriale del CISSAC? Sono rimasti vicini ai loro ragazzi con videochiamate e telefonate. Guardate questo videomessaggio!

Vi pensiamo, ragazzi. Andrà tutto bene!

#andràtuttobene... E per i nostri ragazzi dell'Educativa Territoriale del CISSAC di Caluso, con la vicinanza virtuale di educatori ed educatrici andrà ancora meglio!Un abbraccio grande grande a tutti (e con l'immaginazione possiamo anche farlo senza rispettare le distanze 😊)Fiammetta Gasco Luca Papagna @Alberto Ferraris

Pubblicato da Crescere Insieme su Martedì 17 marzo 2020