Il volo della mongolfiera, una storia per due saluti

A Mondolfiera nel mese di novembre c'è stato un avvicendamento di educatori. L'équipe della casa famiglia saluta Federica e la ringrazia per quanto ha fatto e dà il benvenuto a Silvia. Lo fa con questa piccola storia.

Buona lettura!

Questa è una storia assai rara, che nasce nel cielo e continua sulla terra, una storia più che vera che parla di un sogno divenuto realtà. Proviamo ad ascoltarla con le orecchie, a guardarla con gli occhi ma soprattutto a comprenderla con il cuore.

C’era una volta, neanche tanto tempo fa, un bambino un po' peperino che aveva lo strano vizio di storpiare i nomi di tutti, e così come inventava i nomi più buffi per tutte le cose, cercava di stravolgere le regole del vivere comune, forse nel tentativo di renderle più belle, o, almeno, più accettabili ai suoi occhi.

Al tempo, il bambino peperino viveva in una grande casa colorata, uno spazio unico solo per i bambini conosciuto come il Regno dei Mafaldi e dei Mafaldini, un mondo aperto, con tanti amici che avevano la missione comune di colorare vite un pochino più grigie, pronti a superare insieme tutte le sfide quotidiane.

In questa casa c’erano molti volontari che aiutavano i Mafaldini, e fra queste persone speciali, il bambino peperino ebbe la fortuna di incontrare Bea e Ugo, che un giorno decisero di portarlo a vedere le mongolfiere, volevano fargli un grande regalo e insegnargli che si può volare, se lo si desidera forte forte e se non si è da soli!

Il bimbo si illuminò alla vista di tutti quei colori nel cielo, era emozionato e pieno di gioia e in quel momento per lui fu chiaro che sì, si può proprio volare se qualche adulto ti aiuta a farlo, se ti insegna con pazienza, se ti alza con amore quando cadi, se ti sorregge con fiducia nelle vittorie e nelle sconfitte…….e se poi hai una MONDOLFIERA , con il mondo che gira intorno a te, si vola ancora meglio!

Ecco che ancora una volta il bimbo peperino coniò un nuovo nome, che suonò bellissimo alle orecchie di Bea ed Ugo tanto da farli rimanere colpiti da tutto quell’entusiasmo. Così i due iniziarono a pensare, a fare dei progetti, a fantasticarci su, immaginando per loro e per tanti altri bambini un mondo ancora più colorato.

Poco dopo, con l’aiuto di molti, le fantasie diventarono realtà: dal cielo la Mondolfiera planò dolcemente sulla terra, diventando CASA MONDOLFIERA, dove Bea e Ugo  si trasferirono per poter accogliere bimbi speciali che volevano volare, ma che non avevano nessuno che potesse aiutarli a farlo.

Il regno dei Mondolfieri era  vicino, vicinissimo  a quello dei Mafaldi, ma non erano affatto in guerra, come facevano tanti regni intorno a loro, non badavano alle cose inutili, come la conquista di terre, dell’oro e del denaro, no.. loro vivevano  in pace ed erano grandi amici, si sostenevano l’un l’altro e quella era la loro più grande ricchezza!!

Il Regno dei Mondolfieri cominciò a crescere e i bambini cominciarono ad arrivare dai posti più diversi, con età e bisogni differenti, e così gli eroici Bea e Ugo si accorsero che Casa Mondolfiera aveva bisogno di una mano, non bastavano più loro due, avevano bisogno di un Mondo-Alfiere che accorresse ad aiutarli a tenere la mano a tutti i bambini!

E fu così che dal vicino Regno dei Mafaldi e Mafaldini, arrivò una persona disponibile a trasferirsi, a cambiare la propria casa e le proprie abitudini, per fare un pezzettino di strada con loro.

In realtà la strada non era segnata su nessuna mappa e così i tre, seguiti da tutti i bambini, dovettero cercare il cammino, a volte viaggiavano veloci e sicuri su strade larghe, nuove, appena asfaltate, mentre altre volte dovettero arrampicarsi per sentieri ripidi e inesplorati, facendo molta fatica a non farsi male con i rovi e i rami che ostruivano il percorso.

Il progetto però portò i suoi frutti, i bambini crebbero forti, in salute e bellezza e grande fu l’orgoglio di tutti!

Il Regno trovò una sua identità, venne riconosciuto da tutti i paesi confinanti, e non solo dagli amici Mafaldi, si fece sempre più forte e ammirato.

Un giorno, però, al Mondo-Alfiere venne affidata una nuova missione, non poteva più stare in quel Regno a cui aveva già donato tanto, non poteva più fermarsi oltre, e il suo tempo in Casa Mondolfiera stava per terminare. Con grande affetto il Mondo-Alfiere avrebbe portato tutti con sé, nei suoi ricordi e nel suo cuore, ma la sua strada lo attendeva e senza indugi dovette salutarli.

Bea e Ugo iniziarono così a cercare un nuovo candidato, che fosse altrettanto bravo e disponibile, cercarono nei paesi più lontani, ma non era un compito facile: un Mondo-Alfiere deve essere forte, attento, robusto, con spalle larghe per giocare, trasportare, aggiustare… ma soprattutto con orecchie grandi per ascoltare tutte le parole, anche quelle non dette, con occhi immensi per vedere tutto ciò che resta nascosto dentro il cuore, ma anche perché i bambini si possano specchiare, con braccia larghe, per abbracciare anche chi resta più lontano…

Dove trovare un Mondo-Alfiere così? Il compito era difficile, certo, ma Bea ed Ugo non erano mai soli, ancora una volta i Mafaldi li aiutarono e proprio lì, nel regno da cui arrivava il primo Mondo-Alfiere, trovarono il suo successore!

Tanta fu la gioia e la felicità, che subito decisero di intraprendere un nuovo viaggio, non importa quanto siano ripidi i sentieri, quante pietre intralcino il cammino, quanti rovi grattino le gambe, quante tempeste cadano sulle teste… se si è INSIEME il mondo è sempre pieno di colori! E tutti, come le mongolfiere, possono volare.