Di mamma ce n’è una sola?

Un po' di tempo fa, mia madre mi mandò a prendere due bottiglie d'olio in cantina. Trovandone una sola, le dissi: "Di’, mamma, ce n'è una sola!"
Quando ero adolescente, di fronte alla frase "Di mamma ce n'è una sola", pensavo: "Per fortuna! Se fossero più di una a chiedere, a dire, a consigliare, non so se reggerei".
Battute a parte, la mia revisione del detto popolare riguarda argomenti serissimi: l'affidamento e l'adozione di un bambino o una bambina. E vale sia per le mamme che per i papà.

So per esperienza diretta che non è facile aprire la propria coppia o la propria famiglia a una persona. Lei o lui non sarà un ospite, ma una figlia o un figlio a tutti gli effetti, anche se in via temporanea. Si diventa una seconda mamma e un secondo papà anche se si adotta. Nell'uno e nell'altro caso, occorre spiegare, non far sentire in colpa, non screditare. C’è una mamma che ha dato la vita e un'altra che prosegue l'opera: di mamma non ce n’è una sola.

Offro la mia supervisione alle educatrici di una comunità residenziale per bambini. Non tutte sono mamme, ma tutte sanno diventare le mamme temporanee dei bambini accolti, con un'intensità, un affetto e una cura, che le madri e i padri naturali non hanno avuto, altrimenti quei bambini non si troverebbero in una comunità. Ci possono essere tante mamme e non una sola, per fortuna.

Ormai viviamo in un mondo di famiglie allargate. Madri e padri raddoppiano in quelle situazioni in cui i genitori si separano, divorziano e ognuno costituisce una nuova famiglia. Se i genitori naturali riescono a non farsi la guerra attraverso i figli, questi si adattano ad avere una molteplicità di figure di riferimento, anche se hanno sempre una valigia in mano e vivono tra due case.

A volte ci sono anche mamme sole. Magari non per scelta, ma perché abbandonate. In alcuni casi, il figlio non rispondeva alle aspettative del padre: bimbi disabili o ammalati cronici che il coniuge non è stato in grado di reggere. Altre donne, invece, hanno avuto il coraggio di venire via con i figli, sottraendosi e sottraendoli a uomini violenti. A queste madri, genitore unico, va tutta la mia ammirazione!

Poi, ancora, ci sono le famiglie arcobaleno: due mamme o due papà che si possono alternare nel ruolo. Come gli altri genitori, accudiscono e accompagnano nella crescita bimbi sereni, ma devono ogni giorno fare i conti con una società che pensa ancora che di mamma debba essercene una sola.