E se ci fosse un nonno anche per chi non ce l’ha?

Un nonno per tutti: questo l’obiettivo del progetto dal titolo “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali” presentato da Auser Lombardia insieme a 32 partner al Bando Prima Infanzia 2016. L’iniziativa - che coinvolge anche Auser Toscana e Umbria, Università Bicocca, Università di Firenze, Fondazione Asilo Mariuccia di Milano, Istituto degli Innocenti di Firenze, Comuni e cooperative sociali - mira a creare una rete di salvataggio per circa 250 famiglie costituita dai cosiddetti “nonni sociali” che sosterranno i genitori in situazione di difficoltà o di particolare fragilità.
Il progetto parte dalla considerazione che il welfare in Italia è sorretto per il 90% dalle stesse famiglie, in particolare dalle persone anziane che sostituiscono, integrano e danno una importante mano ai figli nell’educazione dei nipoti, spesso con molta gratificazione.
Ma chi i nonni non li ha? Spesso si tratta di famiglie più fragili dal punto di vista sia economico che dell’equilibrio e questo si va a ripercuotere sulla crescita dei bambini.
E se i nonni allora diventassero sociali, andando ad occuparsi non solo dei figli dei propri figli ma anche di altri bambini? Questa l’idea alla base del progetto.
Elemento particolarmente innovativo è la presenza di un partner che dovrà valutare l’impatto sociale del progetto e il cambiamento che produrrà.
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